Per un ritorno al piacere del movimento

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L’espressività corporea dell’adulto è soggetta ai condizionamenti ambientali che hanno impostato una modalità espressiva consona ai modelli di riferimento e alla somma dei vissuti esperiti nel percorso evolutivo e nella vita da adulto. Nasce così la necessità di permettere la revisione guidata delle espressività per poterle rendere più adeguate possibili ai significati reali delle azioni.

Il vissuto corporeo, condotto da persona formata a questo scopo, permette al gruppo di allievi di vivere ognuno le proprie problematiche, in comunicazione con altri elementi del gruppo o isolatamente. Viene permessa la massima espressività (nei limiti del rispetto della libertà degli altri componenti) al fine di favorire una migliore conoscenza di sé stessi e la eventuale rielaborazione di antichi fantasmi vissuti in età infantile.

Il conduttore, tramite consegne, agevola la possibilità di sperimentare le proprie modalità d’essere in situazioni che richiamino vissuti precoci relativi ai diversi rapporti del sé con l’altro, con il gruppo, con l’uso dello spazio e del materiale, facilitando l’emergere delle dinamiche che verranno poi verbalizzate in gruppo, al fine di comprendere il proprio vissuto.

La parte esperienziale prevede un lavoro sulla percezione, esplorazione e conoscenza del proprio e dell’altrui corpo, dello spazio-tempo e degli oggetti; prevede anche un’attività in gruppo sulla relazione tra il sé e gli altri in partecipazione comunicativa.

La parte della verbalizzazione permette ai partecipanti di esprimere le emozioni emerse durante le esperienze e relativi vissuti, sia verso sé stessi che in rapporto agli altri componenti del gruppo. Nella verbalizzazione si prende la distanza dalle proprie emozioni e si cerca di dar loro un significato. Lo scopo del vissuto corporeo risulta così essere quello di permettere la possibilità di percepirsi in termini più approfonditi per acquisire una maggior consapevolezza di sé stessi, di raggiungere una visione più globale del proprio sé corporeo e di razionalizzare il vissuto in parametri formativi.

Tutto ciò al fine di individuare il proprio stile interattivo e di sviluppare le proprie potenzialità, capacità, abilità nell’uso del corpo nella relazione e nel movimento. La formazione corporea in psicomotricità intende quindi dare strumenti per arricchire sia l’espressività che l’agilità motoria in modo che l’interazione con l’altro sia sciolta, creativa, adatta.

Ci si focalizza sull’evoluzione globale di sé, si rispetta la diversità di ciascuno nel rapportarsi alle medesime esperienze pratiche, si offre uno spazio di analisi e di elaborazione delle esperienze.

Meri Bertoldo

estratto da “La psicomotricità. Corporeità e azione nella costruzione dell’identità”

“Diagnosi e terapia psicomotoria”

“Psicomotricità e riabilitazione. Pensieri e interventi di Cecilia Morosini”

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